Chi sono

La mia foto

Donna, moglie, mamma e mille altre cose. Faccio di tutto, dal giocare ai videogames a knittare compulsivamente....

venerdì 24 febbraio 2012

24 febbraio 2012

Dopo un paio di giorni di silenzio, rieccomi qui a scrivere...
Non è successo nulla, in questi giorni, che mi spinga a scrivere o a pensare a qualcosa, ma non per questo ho intenzione di mollare il colpo!
Direi che ogi parlerò solo di cose belle, al bando la tristezza almeno per qualche ora!!
Innanzitutto ho finito lo Ch@nel hat, ma non ho ancora una foto decente da pubblicare... in tutte quelle che ho scattato sembro lui (Droopy)

con in evidenza le guance cascanti... quindi per ora lascio perdere ed aspetto tempi fotografici migliori (Oliviero Toscani, dove sei????)
Ad ogni modo, non è che posso stare con le mani in mano, quindo ho deciso di affrontare per l'ennesima volta una delle mie Bestie Nere: il Soffice di Mirella Lilli. Penso di averci provato almeno 3 o 4 volte, ma ad un certo punto perdo il conto dei ferri, viene fuori qualche schifezza irrisolvibile e pianto lì tutto. Ieri sera, invece, forte del fatto di essere a casa da sola e di potermi godere in santa pace l'Isola dei Famosi (mi sto dando al trash, ma mi fa troppo ridere!), ho deciso di riprovarci e vediamo come va!
Lo lavoro con della lana nera, anche se sento irresistibilmente il richiamo di cominciare a lavorare con del cotone in vista della primavera, che spero sia imminente.
Ho accantonato per ora il progetto legato alla Ragazza con l'Orecchino di Perla per la mancanza della materia prima, ma penso di metterlo in produzione a breve.
L'altra cosa che invece mi piacerebbe ricominciare a fare è ricamare. Ho tanta di quella tela Aida che potrei tappezzarci casa, idem per i fili, e sabato scorso nel garage di mia madre ho trovato persino un telaio da lavoro della DMC, di cui non mi ricordavo più.

Ecco! Mi stavo dimenticando che in aprile sarà il compleanno della mia nipotina Irene, e pensavo che un bel regalo di compleanno potrebbe essere un guardaroba per la Barbie fatto a maglia... qualcosa su Raverly ho trovato, dovrei fare una ricerca più approfondita e qualche prova... ma penso possa essere una buona idea!

Per il resto, non è che stia facendo molto altro, se non cercare di finire di leggere i Buddenbrook: sarà un mese che ce l'ho per le mani, ma giuro che la sera a letto riesco a leggerne solo 3 o 4 pagine per poi crollare addormenata come un ciocco. Non che sia noioso, questo no, ma un poco... lento, ecco.
Per contro, sto rileggendo di nuovo le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, che trovo sempre appassionante.

L'altra cosa che mi piacerebbe, ma devo vedere la consistenza dello stipendio prossimo, e prendere il lettore ebook Kindle di Amazon: saranno almeno tre anni che ne voglio comprare uno, e ogni volta devo invece dirottare su altre cose per mancanza di liquidità. Quest'anno, invece, voglio proprio regalarmelo.
Vorrei che fosse un premio per i miei passi avanti nel tortuoso percorso dei DCA, ma non è proprio così.
Ho l'impressione, in questo senso, di fare un passo avanti e 5 indietro.
Ieri mattina, per esempio, ho fatto una cosa molto brutta. Uno dei compiti che ho, relativamente alla terapia, è scrivere il Diario Alimentare: cosa mangio e quando. Lunedì e martedì erano andati come al solito, mentre mercoledì che ero a casa sono veramente crollata, mangiando di tutto e di più.
La sera, me ne sono vergognata talmente tanto che non sopportavo l'idea di portare la prova della mia disfatta scritta... così ho buttato via il foglio per ricominciare con il giovedì, ripartendo da capo.
Lunedì dirò alla dottoressa che l'ho perso, ho almeno così pernso adesso. Magari non lo farò e sarò sincera, ma sono ancora un po' indecisa.
Lo so, è controproducente una cosa del genere, e dovrei anche sapere che non mi giudica... ma il problema è che mi sto giudicando io, e il verdetto è "colpevole".
In qualche modo il lato positivo c'è, nel senso che non ho rinunciato a tenere il diario... ma non sono molto convinta.

Avevo detto che non avrei scritto cose tristi, oggi, ma avevo proprio bisogno di confessare questa cosa. Mi pesava sul cuore come un macigno, ed adesso mi sento più leggera.