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Donna, moglie, mamma e mille altre cose. Faccio di tutto, dal giocare ai videogames a knittare compulsivamente....

lunedì 29 novembre 2010

Destreggiarsi con punti complicati

Vedere un fantasia che prende forma è entusiasmante: lavorare un ferro dopo l'altro senza nemmeno guardarsi le mani, passare dal diritto-e-rovescio alle trecce, ai trafori e al jacquard (non c'è niente al mondo che valga la prima losanga!). La perseveranza ripaga. Ma tu non sederti sugli allori, non fermarti alle solite mosse: impara nuovi punti e mettiti continuamente alla prova.


Kate Jacobs - Le amiche del venerdì sera

martedì 23 novembre 2010

Diritto e rovescio

Sono i punti fondamentali, la base di ogni lavoro a maglia. Il diritto è dato da una serie di occhielli verticali piatti, che formano un tessuto, e il rovescio è il suo contrario. Un lato è liscio, l'altro ondulato. Il diritto è quello che mostri al mondo; il rovescio è il lato morbido e panciuto che tieni sulla pelle.


Kate Jacobs - Le amiche del venerdì sera

lunedì 22 novembre 2010

Il Campione

Proprio come si fa da piccole per imparare a camminare, prima di avventurarsi con un lavoro a maglia bisogna fare qualche prova. Perciò lavora qualche ferro e confrontalo con lo schema. Verifica che tutto corrisponda (altrimenti difficilmente riuscirai a indossare il capo finito!), poi passa agli aggiustamenti. Troppo stretto? Prendi ferri più grandi. Forse dovrai fare una seconda prova prima di cominciare. Ricorda inoltre che la "mano" può cambiare con l'esperienza. Il mistero è che due persone con gli stessi ferri e lo sesso filato ottengono punti diversi per dimensioni e tensione del filo; la magia è che, nonostante le differenze, entrambe riescano a creare qualcosa di magnifico..

Kate Jacobs - Le amiche del venerdì sera

S & B & M(e)

...non ci credo. Non ci credo neanche se mi pagano. Eppure sì, sono io. Proprio lì, nell'angolo con i ferri in mano a chiaccherare. Ho rotto il vetro che mi separa dal mondo, e mi ci sono catapultata dentro. Non è stato mica facile, eh! Sono arrivata con troppo anticipo, e mi è venuto in mente solo dopo che non conoscevo un viso che sia stato uno... avrei dovuto forse tenere un ferro da calza in bocca, a mo' di ballerino di flamenco, per farmi riconoscere?

Avevo già i lacrimoni che mi bruciavano gli occhi, ero già pronta a chiamare Manu e dirgli "Ho sbagliato, ho fatto una cazzata, non sono pronta, vienimi a prendere". Mi sentivo gli sguardi della gente addosso, io ferma immobile al centro della Triennale, per mezz'ora, ad aspettare qualcuno che non sai chi sarà.

Poi, appare una ragazza con una vecchissima borsa da ferri, che si guarda in giro. La seguo con lo sguardo, ormai disperata. Lei mi guarda. Fa un gesto con le mani, accompagnato da "Sei qui per..." Sì!!! Sììì!!! Ci sediamo, e poi ne arrivano altre, e altre ancora... E si comincia a chiaccherare, a sferruzzare... Oddio, a onor del vero sferruzzare pocoeuncazzo, è già tanto se ho fatto una decina di ferri. Machissenefrega, va bene così!

E' che per me non è semplice incontrare persone nuove. E' un terrore, un'ansia che mi sale da dentro e che a momenti non fa respirare, e non serve dirsi "Ma mica ti mangiano, stai tranquilla, si aspettano sempre persone nuove!" Eppure è andata, ce l'ho fatta, mi sono seduta, ho sferruzzato e fatto due chiacchere (l'argomento Ikea aiuta), bevuto una Coca, conosciuto un po' di persone simpatiche, visto parecchi giornali molto fighi e poi son tornata a casa, soddisfatta di me stessa.

mercoledì 17 novembre 2010

L'avvio delle maglie

L'unico modo per iniziare è prendere il filo tra le dita e arrotolarlo. Buttarsi, insomma, come nella vita. Naturalmente non ci sono due inizi uguali: esistono decine di modi per avviare le maglie, a seconda delle capacità e del modello, oppure ci si può affidare a un unico metodo di provata efficacia. La mia opinione? A volte quello che funziona per un capo non funziona per un altro. Bisogna provare. Non ci sono alternative. Allora, formiamo un anello, avvolgiamo più volte il filo su primo ferro, poi inseriamo il secondo ferro sotto il filo e otteniamo la prima maglia. L'avvio è un atto di fede quanto di tecnica.

Kate Jacobs - Le amiche del venerdì sera

lunedì 15 novembre 2010

La preparazione

La scelta del filato dispiega un mondo di possibilità: onde di fili e colori diverso ti tentano con immagini di maglioni e cappellini (e con l'eco dei complimenti che speri di ricevere), ma non dicono nulla di quanto lavoro ci vorrà. Sono la pazienza e l'attenzione ai dettagli o fare la differenza. E la determinazione. I lavori più difficili sono i più stimolanti, ma all'inizio conviene non avventurarsi con modelli troppo al di sopra delle tue capacità. Scegli sempre il migliori filato che ti puoi permettere e i ferri con cui le tue mani si trovano meglio; io, per esempio, uso sempre quelli di bambù. Ancora adesso mi sembra impossibile che mettendo insieme un gruppo di oggetti così diversi (il filato soffice, i ferri appuntiti, lo schema, l'uncinetto per le rifiniture, e l'insondabile mix di creatività, umanità e immaginazione) si possa produrre qualcosa che conserverà per sempre un pezzetto della propria anima. Ma è proprio così.

Kate Jacobs - Le amiche del venerdì sera

Revenge's shawl

Uffi, mia zia me l'ha mandata! Ero praticamente arrivata a metà con lo scialle SoFfice quando... lo guardo bene e vedo una marea di errori! Indecisa vado avanti con qualche ferro e poi mi chedo: "Voglio qualcosa, per me, di meno che perfetto?" No! Ho smontato tutto, ho messo via la lana grigia e ho iniziato una baktus rossa, per me, co i ferri circolari che in ogni caso volevo imparare a usare.

Ma non mi arrendo, nossignore. Questo è quello che penso ora, adesso... e chi lo sa che più tardi non vada a casa, smonti quei pochi ferri che ho fatto e non ricominci con il mio Scialle della Vendetta. Perché tutto può essere!

venerdì 12 novembre 2010

Repeat

Il mio iniziale proposito di creare un blog "tecnico", cioè scrivere solo post legati al cibo (ricette) e maglia (progetti), è andato allegramente a farsi benedire.  E il fatto che io adesso lo stia scrivendo, e in qualche modo mi stia giustificando, è un controsenso. Il fatto è che, alla fin fine, non concepisco che siano cose slegate.


Per me il cibo non è una sterile ricetta da preparare per nutrire il corpo, ma un tocco balsamico per la vita, per l'anima. Che poi il mio rapporto con il cibo sia fuori dalla grazia di Dio e degli uomini (vedi post precedente) non v'è ombra di dubbio, ma a me va bene così e se mai vedremo più in là.

giovedì 11 novembre 2010

Patatine ossessivo-compulsive

...ok, questa è una confessione in piena regola. Sarò strana, ma io una volta che sono arrivata a casa la prima cosa che faccio è mangiare patatine. Ed è mica così semplice come sembra! Innanzitutto non devono essere patatine a casaccio ma espressamente i croccantini al formaggio dell'Eurospin (posso al massimo tollerare le patatine alle arachidi della Lidl, ma solo in casi estremi dicrisi patatifera).



In secondo luogo devo avere un romanzo aperto davanti, la tv accesa e soprattutto la mia dolce metà non deve essere in casa (una piccola parte di me si vergogna, ma prima o poi si darà una regolata).

Quello che mi fa ridere, invece, sono i TF americani dove le protagoniste, o i protagonisti, arrivati a casa si tolgono le loro preziose scarpe firmate, pagate millemila dollari, e bevono un bicchiere di vino pregiato da calici di cristallo, e chi più ne ha più ne metta.

Maccazzo, son solo io a non avere calici in cristallo ma i bicchieri gentilmente offerti dalla nonna Santa, ottenuti con i punti del prosciutto Ferrarini di cui il nonno si ingozzava come un tacchino? Oppure i classici bicchieri della Nutella?

Com'è come non è, sarei curiosa di sapere se qualcun'altro ha stranezze simili!

mercoledì 10 novembre 2010

Caldocolloelegance

Devo dire (ma lo faccio piano piano, sottovoce) che sono diventata più brava e più veloce a knittare, e mi da sempre più soddisfazione. Certo, mi piacerebbe acquisire ancora un po' più di esperienza e cominciare a fare anche qualche cosina di abbigliamento un po' più sostanziosa... ma diamo tempo al tempo, arriverà anche quello.

Mi sento il cuore caldo perché ho finito il mio primo collo, e quando ho pubblicato le foto su ravelry ho ricevuto complimenti, tanti, e questo mi fa sentire bene, mi fa sentire apprezzata. E' vero, non c'è una voce, non c'è un tocco, non c'è uno sguardo... ma mi va bene così, sono un po' timida e fosse successo vis a vis sarei scappata a gambe levate.

Ma datemi tempo... sarò l'anima della festa!

martedì 9 novembre 2010

Strange days...

... proprio strani... è un periodo dove qualunque cosa mi può farmi saltarer i nervi, qualunque cosa può farmi ridere fino alle lacrime e qualunque cosa può lasciarmi indifferente. Magari è solo questo tempo uggioso, che mi fa stare così, ma avrei tanta voglia di correre. Mollare tutto, tutti, e correre via, veloce e lontano quanto le mie gambe possono reggere, fino a restare senza fiato.

Troppi "Dovrei ma non voglio" e troppi "Vorrei ma non posso", troppi desideri da nascondere in soffitta per non averli sott'occhio e starci male, troppe cose che alla mia età vorrei aver già fatto e che invece sono rimaste al palo.

Alors on mange!

Che post malinconico, ma stavolta va così e non si può far niente!

lunedì 8 novembre 2010

One of us

...anche lei è una di noi...




[caption id="attachment_72" align="aligncenter" width="234" caption="One of us"][/caption]

...cmq non sono morta, ho avuto un po' da fare e poca voglia di scrivere. Ho finito la sciarpa per mio fratello, ho fatto un collo per me e stasera inizio uno scialle, ancora per me... ah, che vita!!